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Stagione cineforiale 2006-2007 Al via a Santa Severina la stagione cineforiale 2006-2007. Al suo ottavo anno di attività, il Cinecircolo “Anna Magnani” la varerà domenica 5 Novembre alle ore 17,00 nella sala parrocchiale nel centro storico. Ad aprirla il capolavoro di Rob Marschall (USA 2005) “Memorie di una geisha” tratto dal bestseller di Arthur Golden. Una scelta attentamente ponderata dettata anche dal grande successo riscosso dal romanzo sia in ambito scolastico nel corso del Progetto “Visioni di testo, letture di immagini “ realizzato dal “Magnani” presso il Liceo Classico di Santa Severina nell’anno scolastico 2005-2006, sia nel contesto cittadino con il romanzo di Golden passato di mano in mano in una sorta di passaparola che lo ha reso notissimo anche alla popolazione. Vincitore di ben tre oscar nel 2006 tra i quali quello per i migliori costumi e la migliore colonna sonora, il film di Marschall conduce nel Giappone degli anni ’30 tra ambienti poveri di pescatori e lussuose sale da the di ricchi commercianti. La piccola Chyio, venduta dal padre insieme alla sorella ad un commerciante, è costretta a lasciare la sua povera casa e la madre morente per trasferirsi presso una agiata casa di geishe (okiya). Fin da subito la sua vita non è facile: i suoi occhi color acqua, prefigurazione di una bellezza in boccio e di un futuro sicuro da geisha, le attirano l’odio della geisha più importante della casa, Hatzumono (interprete una splendida Gon Li) pronta a metterla in cattiva luce in ogni occasione. Quando per Chiyo sembrano ormai definitivamente chiuse le porte di una educazione da geisha (apprendimento della musica, della danza, delle armi della seduzione), arriva inaspettatamente alla sua okiya la proposta di un’altra geisha, Mameha (Michelle Yeoh), pronta a farsi carico delle spese per l’educazione della giovane Chyio e ad avviarla come tutor ad una vita da geisha. Si aprono allora alla giovanissima Chiyo, che da geisha assume il nome di Sayuri, le porte dell’alta società nella quale brilla un affascinante uomo d’affari dal quale la giovane è fortemente attratta. Ma l’amore è precluso alle geishe cui la professione proibisce ogni spazio al sentimento. Represso nell’animo della ragazza, ormai tra le geishe più apprezzate e famose, il sentimento non muore nemmeno quando la seconda guerra mondiale la porta a lasciare la città e a trasferirsi in un piccolo villaggio. La fine del conflitto, la ripresa economica del Giappone, gli affari tra ricchi commercianti nipponici e americani la riportano nel mondo dorato ante bellum: Sayuri riconquista la sua posizione sociale e con essa un sentimento che sembrava senza futuro. Osannato dai critici, il film di Marshall va annoverato certamente tra i migliori film degli ultimi anni. Offrendo uno spaccato del Giappone di inizio XX secolo e delle sue ataviche tradizioni, “Memorie di una geisha” porta lo spettatore all’interno di un mondo apparentemente dorato eppure crudele. La figura della geisha, tristemente banalizzata nella cultura occidentale e accostata a quella della prostituta, rappresenta invece tutt’altro. Nella cultura giapponese, così diversa da quella occidentale, la geisha si configura come l’artista per eccellenza in grado, dopo un lungo e doloroso apprendistato, di ballare e cantare con arte, conversare amabilmente, accompagnare e intrattenere costantemente nell’arco della sua vita un solo uomo, in genere un ricco signore diventato il suo mentore. Nonostante la storia, il film di Marshall non è affatto lento, come in genere quasi tutti i film ambientati nell’oriente cinese e/o giapponese. Anzi, al pari del romanzo di Arthur Golden da cui è tratto, si lascia seguire agevolmente e appassiona lo spettatore fino alla fine incuriosito e partecipe alla storia di Chiyo/Sayuri. Da qui la scelta del “Magnani” di proporlo alla comunità di Santa Severina, dopo averlo studiato e analizzato con gli studenti del “Borrelli”. Storie di un Oriente ormai dimenticato, ma non solo nella stagione cineforiale 2006-2007. Accanto a “Memorie di una geisha” non mancheranno film di azione e di avventura, commedie, film che si richiamano a vicende storiche effettivamente accadute, film biografici, storie che affrontano problemi del quotidiano per un programma che, in linea con le aspettative e le finalità dell’Associazione, si assesta lontano dalle banalità della televisione: dalle vicende delle guerre tra Inglesi e Irlandesi in età medievale nella storia d’amore di “Tristano e Isotta”, alla storia di bambini sfortunati e adulti già da infanti nelle pellicole “Oliver Twist” e “Vai e vivrai”; dalla vicenda di alcuni studenti tedeschi dissidenti sotto il regime nazista, condannati a morte per le loro idee ne “La rosa bianca”, a storie di sentimento e di pregiudizio sociale in “Orgoglio e pregiudizio” dall’omonimo capolavoro di Jane Austen; dal racconto della vita di un pittore maledetto e geniale, Modigliani, schiavo dell’alcool e del sesso eppure innamorato della sua donna e della sua pittura ne “I colori dell’anima”; alla storia di profughi un tempo agiati vittime della rivoluzione leninista in “La contessa bianca” e al razzismo strisciante nell’America di inizio terzo millennio, con bianchi e neri ancora separati dalla cortina invisibile di pregiudizio e ordinaria discriminazione nel film “Crash” oscar come miglio film nel 2006. E ancora personaggi fantascientifici come King Kong, o leggendari come Zorro (“The legend of Zorro”); figure stereotipate come la suocera, eterna custode del figlio e rivale della nuora in “Quel mostro di suocera”; incroci tra sentimento e casualità in “Match Point”, dissidi familiari tragicomici in “La guerra dei Roses”, confronto tra culture e acquisita consapevolezza della propria identità in “Il Bagnoturco”. Film che distraggono certo ma che inducono anche alla riflessione su temi di grande attualità. Distrazione intesa come scoperta di mondi e/o personaggi ignoti: dal Giappone coperto da ciliegi in fiore, al Messico popolato da gente senza scrupoli; dalla New York flagellata dal gorilla King Kong simbolo della natura che si ribella, alla Turchia degli hamam; dall’Inghilterra dei pregiudizi sociali, all’Irlanda degli amori impossibili; da una terra, Israele, in cerca della sua gente, ad una Londra nella quale convivono malavita e onestà, miseria e benessere. Messaggi indubbiamente efficaci, valido schermo contro la TV spazzatura dei reality show. Giuseppe Squillace Scheda 1 Stagione cineforiale 2006-2007 Film in programma:
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