21-08-2008

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icona calendario Calendario con Proverbi realizzato dai bambini della scuola primaria

A proposito del mercatino natalizio 2005……….

Un pupo dalle fattezze che rivelano una manifattura infantile; un rinvio continuo all’infanzia sia la scelta dell’oggetto realizzato sia lo stile e i modi con cui è stato realizzato. Forme abbozzate, rotondità che rimandano a morbidezze prive di qualsiasi spigolatura che dicono di un mondo e di un modo infantile in cui il bambino procede per gradi in una conoscenza del mondo come per graduali centri concentrici di conoscenza che vanno dalle linee più generali verso le cose più minute, i dettagli.

immagine foto mercatino

L’assenza casuale e/o volontaria di angoli, spigoli, la presenza di linee sempre rotondeggianti - lontane comunque da una demarcazione netta e precisa, che, per gli adulti, è la conquista di una chiarezza dopo deserti carichi di panico vissuti tra mille confusioni e paure - per il bambino è una situazione di conquista del mondo attraverso una rappresentazione che non può essere netta perché quella rappresentazione non la possiede; è la straordinaria situazione che gli permette di riprodurre il mondo.
Esagerato dire “di rifare il mondo” che vede?

Non credo.
Questa la magia delle cose fatte dal bambino senza l’intervento dell’adulto.
Questa la magia del mercatino natalizio di Castelfiaba, occasione offerta ai nostri piccoli per riprodurre il mondo della tradizione religiosa e rifarla con i loro occhi, le loro mani.
E se i grandi spingono ed educano al riciclaggio di tutto ciò che è stato usato in un tentativo del tutto intimo, e non ben chiaro neanche a se stessi, di riappacificarsi con la natura, che spesso violano e sporcano, i piccoli invece colgono l’occasione di sentirsi padroni di ogni situazione e, in situazioni come queste, liberamente riproducono i temi loro suggeriti.

Liberi.
Liberi dalla necessità di riappacificarsi con alcunché, liberi da ogni vincolo, usano colori, linee, materiali per affermare tutta l’energia, la fantasia che posseggono.
Liberi.

Lucia Bellassai

testi: prof.ssa Lucia Bellassai

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